Alessandro Broccolo – Coach professionista

Bias cognitivi e Leadership interiore. Parte I di III

31 Agosto 2022

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Questa è la prima di tre puntate dedicate ai bias cognitivi.

Ho deciso di cominciare così questo nuovo podcast perché la relazione tra bias, leadership, spiritualità, amore e la nostra realizzazione, la nostra purpose, è fortissima.

Ci sono tantissime tecniche, modelli e formazione su come superare i bias, immagino che molti di voi abbiano delle nozioni base, ma state tranquilli che qualche ripasso lo facciamo.

In queste puntate ci dedichiamo però a fare una cosa che per molti di noi potrebbe essere nuova, ovvero ad accogliere i bias.

I bias ci servono per evolvere.

Se vi sembra una pazzia siete nel posto giusto; il posto giusto per scoprire che il bias è necessario se sappiamo ascoltarlo, trasformarlo e trascenderlo; se sappiamo chi siamo rispetto al bias.

Cominciamo con il dire cosa sono i bias: la traduzione letterale sarebbe pregiudizio, ma in senso più allargato un bias è una distorsione di fatti, avvenimenti e percezione causata da nostre abitudini, convinzioni, esperienze passate.

Abbiamo spesso visto che sviluppare l’ascolto è l’unica vera skill che ci serve e allora vi chiedo di fare caso a quello che ho appena detto.

Lo ripeto: un bias è una distorsione di fatti, avvenimenti e percezione causata da nostre abitudini, convinzioni, esperienze passate.

Stiamo dicendo che ci facciamo un’idea soggettiva della situazione, presente o addirittura potenziale e futura, quindi che deve ancora avvenire e che rischiamo di prendere decisioni basate sul nostro pregiudizio.

Stiamo parlando di percezione, di esperienza, di passato e quindi di memoria. Questo è un tema che emergerà spesso in questo podcast. Quando parliamo di percezione parliamo di sensi. Se parliamo di sensi parliamo di sistema nervoso e neurofisiologia. Se parliamo di questo stiamo parlando dell’evoluzione della vita stessa in milioni di anni.

Stiamo quindi dicendo cosa? Stiamo dicendo che i bias sono parte della nostra stessa natura, sia che facciamo riferimento alla nostra singola vita o che ci riferiamo a quei meccanismi di sopravvivenza che si sono evoluti fino ad oggi.

Stiamo dicendo che il bias “esiste” (tra “” perchè l’esistenza è qualcosa di eterno e non legato ai sensi) con noi perché percepiamo il mondo attraverso i sensi e lo elaboriamo nella nostra mente che è fatta di cervello, corpo, ambiente, è cervello in azione

Se volete qualche dettaglio in più su questo andate a leggere il mio manifesto spirituale che ho presentato al Tedx Cortina lo scorso 26 agosto.

Bene, cosa facciamo di solito?

Se noi concentriamo la nostra attenzione solo su come usare strategicamente un mindset per uscire dal bias, facciamo un grande lavoro, ma non andiamo a fondo di chi siamo.

Il bias  ci deve essere per natura perché ci permette di evolvere. C’è solo un caso nel quale il bias non esiste e riguarda solo coloro che nascono senza Karma o che lo evolvono completamente. Riguarda solo coloro che fanno esperienza della vera realtà esistente dietro il mondo sensoriale e mentale. Se ci fate caso non ho mai detto che un bias ci fa distorcere la realtà, perché la realtà nella sua essenza non si può distorcere, ma noi questa realtà, se non facciamo parte di questi esseri speciali, non la vediamo veramente, anzi non la “siamo”.

Se ci deve essere per natura vuol dire che è un messaggio e sta a noi realizzare con la ragione il messaggio.

La ragione ci porta a sapere chi siamo rispetto al messaggio.

Il problema è che la nostra ragione non sempre può o è capace di capire senza l’intervento dei sensi o di quello che abbiamo appreso nel tempo.

Se quando noto un bias mi arrabbio o trovo una soluzione per non esserne influenzato mi sono fermato a cambiare il mondo fuori, la mia percezione, ma questa non è leadership.

Il primo passo per trascendere un bias è quindi la consapevolezza della nostra natura interiore.

Il pensiero che ci può far trasformare un bias non può partire da un altro punto perchè, attenzione su questo, il pensiero è la consapevolezza in azione e la consapevolezza non è la concentrazione sul mondo esterno, ma il focus sulla totalità delle cose; la consapevolezza è sapere in ogni momento chi siamo.

Se vogliamo essere leader e quindi responsabili del nostro mondo interiore, dobbiamo allenarci a vivere nei e con i bias come strumento evolutivo.

La prossima volta vedremo come.

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